Il primo ciclomotore che vidi realizzato da ragazzo, è legato al ricordo di mio padre: egli un giorno tornò a casa con una scatoletta e con nostra sorpresa conteneva un piccolo motore chiamato Cucciolo, prodotto dalla Ducati.

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L’intenzione fu quella di motorizzare una bicicletta. Modificò un telaio applicando una forcella elastica alla ruota anteriore, le sospensioni elastiche alla ruota posteriore e un piccolo serbatoio per la benzina. Fu fatto verniciare di colore rosso e prese l’aspetto quasi di una piccola motocicletta. Quando mi fu permesso provai a guidarla con mia grande gioia e diventò l’unico nostro mezzo di trasporto.

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Ma sui giornali si vedevano anche altre moto, che attiravano l’attenzione di noi ragazzi. Un giorno il mio amico Carlo, che andava all’Università a Bologna, vide dal treno, in un deposito di macchine usate, una vecchia Harley Davidson. Subito andai a vederla : era del 1936, molto arrugginita, ma mi piaceva lo stesso e l’acquistai per 30.000 lire.

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La smontai completamente, ripulii tutto il telaio ed i parafanghi, la riverniciai, feci rifare le cromature e revisionai il motore. Dopo un anno la moto era pronta con grande soddisfazione.

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Ma… spesso ci sono dei “ma” che ti fanno cambiare idea. Un signore, incontrato per strada, si fermò a guardare la moto e poi mi disse: “Ho visto a Cattolica una moto come la sua, ‘ma’ molto più bella ! ” Queste parole mi fecero sobbalzare dal momento che credevo di aver fatto un ottimo lavoro: dovevo vedere quella moto a tutti i costi!

Dopo due mesi di varie ricerche per la città di Cattolica finalmente la vidi nei pressi di una casa. L’avevo trovata! Era un modello più recente e completo di accessori, molto più bello del mio. Il proprietario fortunatamente era intenzionato a venderla, perciò la acquistai con i soldi della vendita della mia moto, aggiungendo altre 20.000 lire.

Era l’anno 1960. Questa Harley Davidson era del 1942 di derivazione militare, poi immatricolata e utilizzata civilmente. Venne usata per molti anni sia da me che dai miei fratelli e dopo alcuni incidenti fu anche riverniciata. Poi rimase inattiva per molti anni fino al 2004, quando decisi di rimetterla a nuovo per riutilizzarla. La smontai completamente in ogni singolo componente sia del telaio che del motore. Feci poi alesare i cilindri e trovai tutti i pezzi di ricambio originali presso una ditta olandese.

I parafanghi ed il serbatoio sono stati raddrizzati, stuccati, verniciati e così, pezzo dopo pezzo, la moto ha ripreso la sua forma con una veste migliore. Ho partecipato a vari raduni di moto d’epoca e sono sempre stato premiato per il miglior restauro.
Giancarlo Cevoli

 

FONTE: http://www.cevoligiancarlo.it/harley1.html

Il sito presenta una documentazione storica e fotografica di tutte le sue realizzazioni che, con tanta volontà e soddisfazione, ha portato avanti negli anni a raccontare quali siano state le motivazioni e le difficoltà incontrate.

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